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Futurismo e propaganda

Enrico Prampolini, Aeroritratto simultaneo di Italo Balbo, 1940

I principali motivi iconografici della propaganda fascista si intrecciano con lo sviluppo delle ricerche futuriste degli anni a cavallo tra le due guerre e in particolare con il Manifesto dell'aeropittura degli anni Trenta.

Ernesto (Michahelles) Thayaht, Il grande nocchiere, 1939

Mentre la strategia politica del fascismo riprendeva modelli classici su cui impostare la sua equiparazione con l'impero romano, le opere degli artisti che facevano parte delle varie ramificazioni del movimento chiamato Secondo Futurismo con a capo Filippo Tommaso Marinetti, rispecchiano i temi celebrativi di un'arte ufficiale ispirata da inclinazioni belliciste e da un diffuso culto per la figura e personalità del Duce. Indicativo di questa tendenza è il dipinto di Ernesto Thayaht, Il grande nocchiere del 1939 raffigurante Mussolini come un grande robot.

 

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